Agrovoltaico e Agrosolare: incentivi a fondo perduto per le imprese agricole


Per le imprese agricole è giunto il momento di investire sul fotovoltaico, grazie ai sostanziosi contributi statali a fondo perduto previsti per l’agrovoltaico e l’agrosolare, che di fatto sono impianti fotovoltaici in ambito agricolo, con l’unica differenza che il primo viene installato direttamente sulle colture normalmente in posizione elevata senza compromettere le attività di coltivazione, mentre il secondo viene montato sulle coperture di edifici agricoli.

Sono però differenziate le disposizioni legislative che regolano le due tipologie di contributi. Si tratta di disposizioni che puntano ad innalzare il livello di sostenibilità in ambito agricolo, ridurre in consumi energetici e contribuire ai processi di decarbonizzazione, in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione Europea. I contributi per l’agrovoltaico sono contenuti nel DM 436/2023, in vigore dal 14 febbraio 2024, tramite fondi PNRR. Ne possono beneficiare gli imprenditori agricoli (in forma individuale o societaria) i consorzi agricoli, le cooperative agricole e le associazioni temporanee di impresa che includono almeno un soggetto di quelli elencati, per implementare impianti che sviluppino fino ad una potenza massima di 1Mwatt. I contributi a fondo perduto previsti dal DM 436/2023 sono pari al 40% dei costi ammissibili ed è prevista anche una tariffa incentivante sulla quota di energia elettrica prodotta e immessa in rete.

L’agrosolare, invece, è regolato dal Decreto Ministeriale Parco Agrisolare firmato il 19 aprile 2023, che presenta contributi in crescita rispetto alle edizioni precedenti, un raddoppio della spesa ammessa e l’eliminazione del vincolo dell’autoconsumo. I beneficiari sono i medesimi dell’agrovoltaico, a cui vanno aggiunti gli agriturismi. Per l’ammissione ai contributi è necessario che l’immobile su cui verrà installato l’impianto fotovoltaico (potenza ammessa da un minimo di 6Kw ad un massimo di 1 Mwatt) sia di proprietà del richiedente o sia oggetto di un regolare contratto d’affitto e venga in entrambi i casi utilizzato per finalità agricole. Sono ammessi a contributro anche batterie di accumulo e colonnine per la ricarica elettrica. I contributi a fondo perduto sono diversificati come segue: fino all’80% per le imprese agricole primarie, a condizione che l’energia prodotta sia destinata unicamente all’autoconsumo; fino all’80% per le aziende di trasformazione dei prodotti agricoli, le quali hanno la facoltà di vendere l’energia surplus prodotta; fino al 50% per le imprese agricole primarie che hanno la possibilità di vendere l’energia generata sul mercato, fino al 50% per le aziende che convertono i prodotti agricoli in beni non agricoli; fino al 65% per le aziende agricole situate nelle regioni meridionali dell’Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) che non sono vincolate all’autoconsumo e possono vendere l’energia prodotta sul mercato.

“Consapevoli della nostra professionalità nella realizzazione di impianti fotovoltaici – afferma Mattia Angelini, direttore tecnico di Elettromeccanica Angelini, nata nel 1962 – maturata in oltre 19 anni di esperienza nell’ambito delle energie rinnovabili, siamo a disposizione delle imprese agricole per progetti di fattibilità e consulenze per accedere ai contributi a fondo perduto”. Per ulteriori informazioni, contattare l’ufficio tecnico di Elettromeccanica Angelini: tel. 0543.743481 – e mail: ufficio.tecnico@angelinisrl.it

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